Le persone entrano nella tua vita per una ragione..

28 Luglio 2014


Non ho il fragore del tuono
Ad accompagnare la voce
A gridare il tuo nome
Non ho occhi ne nervi a
Tendere l’arco che separa
Le nostre mani.
Non ho la disperazione della
Sete nel deserto.
Posso avvolgere in un sudario
Di seta arancio le cento notti
Consumate a fissare costellazioni
Correre veloci su pareti e
Giocare con penombre di
Silenzio
quando così all’orizzonte di notti
Inquiete sorgeranno fuochi di memorie
Lontane così ancora intrise di
Dolore da renderne il solo timore
Insopportabile, le spegnero’ con le
lacrime dell’indifferenza cosi’difficili
da asciugare

9 Giugno 2014


Frasi per la vita

Un video che voglio regalarvi con la raccolta di alcune delle più belle frasi di Coelho, dalle quali prendere spunto nella vita di ogni giorno.

Frasi per la vita

28 Maggio 2014


Nana korobi ya oki

Il motto richiama l’episodio di Kusonoki Masashige e di suo fratello Masasue che, nel 1336, durante la battaglia del fiume Minato, incalzati da un esercito nemico numericamente superiore, decisero con altri samurai di compiere suppuku con il rituale taglio del ventre. Prima del gesto estremo, Masashige, che sedeva al posto d’onore nella sala che ospitava i guerrieri pronti allo hara kiri, si volse verso il fratello e disse: “Si dice l’ultimo pensiero di un uomo decida, nel bene e nel male, della sua vita futura. Qual è il tuo desiderio per i prossimi nove mondi?” (i nove mondi sono, secondo il credo buddista, i piani di esistenza in cui si può reincarnare un’anima).

Masasue rise rumorosamente e rispose: “Io spero di rinascere almeno sette volte nella stessa vita umana per distruggere i nemici dell’Imperatore!”. Soddisfatto Masashige replicò: “E’ un cattivo pensiero che deriva da un karma determinato da una colpa grave, ma io la penso allo stesso modo. Coraggio, passiamo insieme nell’altra vita e mettiamo in atto il nostro proposito”. I due fratelli si scambiarono questa promessa, presero posizione sullo stesso cuscino in direzione opposta e, senza un lamento, si squarciarono l’addome.

L’oriente da sempre ha prodotto un rilevante fascino per l’uomo occidentale. Una delle figure più accattivanti è rappresentativa dell’oriente è il Samurai giapponese,conosciuto tramite il suo mito come il combattente che conosce perfettamente le arti marziali e pratica il suicidio rituale detto Harakiri. Il verbo giapponese Saburau è la probabile radice del termine Samurai, l’etimologia di questa parola descrive pienamente il ruolo e la mentalità di questo guerriero, il verbo significa “servire”, quindi il termine samurai si può tradurre come : Colui che serve. In realtà il termine corretto per guerriero è Bushi, difatti l’arte del combattimento giapponese si chiama Bushi-do, dove do, sta per via, metodo, inteso secondo la cultura giapponese di formazione del carattere come temperamento dello spirito. Il titolo di questa rubrica riprende uno dei famosi detti dei Samurai : Sette volte cadere, otto volte attaccare Nana Korobi Ya Oki. In Giappone la storia è divisa per periodi nominati secondi determinati eventi fondamentali per quel periodo; la nascita dei samurai è ricollegabile al periodo Heian, ovvero la città che divenne capitale(la odierna Kyoto) nell’anno 794 a.c. I vari feudatari ,detti Damyo, iniziano acostruirsi eserciti personali data l’impossibilità del governo centrale di garantire la sicurezza nazionale: nascono così i primi eserciti che saranno il fulcro della casta dei Samurai. Da qui in avanti l’Imperatore continua lentamente a perdere il suo effettivo potere e a diventare un simbolo, un’immagine più che un governante, così nasce la figura dello Shogun nel 1192 d. c che sarà il vero detentore del potere temporale. La casta dei samurai inizia adesso a detenere il vero potere essendo la milizia dello Shogun(capo militare supremo), decidendo quindi con le loro battaglie le sorte del potere dello Shogunato, che riconosce a questi il gradino più alto del potere sociale. Nel 1868 in seguito ad una guerra civile l’ultimo Shogun cadde e venne ripristinato il potere imperiale. Verso la fine del XIX secolo venne abrogata la riforma dell’imperatore Meji“Il giuramento dei cinque articoli” e in seguito a questa venne formato un esercito in stile occidentale, abbandonando quindi la spada Katana e facendo entrare le armi da fuoco: sebbene ciò il Bushido con il suo valore è rimasto fino ai giorni nostri come valore tradizionale dell’antico Giappone. Il 1873 d. c è l’anno decisivo per la fine dei Samurai : l’imperatore Meji dichiara illegale il possesso della Katana. Dopo quasi un millennio scompare(burocraticamente) la classe dei Samurai.

Si può traversare un fiume, un tratto di mare. La distanza può essere piccola o grande. Nel corso della nostra esistenza incontriamo spesso situazioni paragonabili a una traversata. Prima di affrontare le acque di un fiume o di un mare è necessario conoscere bene il percorso da compiere e l’affidabilità del nuotante. Ci si deve anche informare sulle condizioni del tempo. Solo quando è tutto a posto si salpa. Si può navigare con il vento in poppa, di traverso o di bolina; qualche volta bisogna anche remare per raggiungere l’altra sponda. Anche nella vita bisogna avere la determinazione di superare tutte le difficoltà che si frappongono alla nostra avanzata. Nei combattimenti, secondo la via dell’Hejō, ci si deve comportare come quando attraversiamo un fiume o un tratto di mare: bisogna conoscere tutti i segreti dell’avversario, come un abile pilota conosce i segreti dei fiumi e dei mari. Quando hai superato questo scoglio sei al sicuro. La conoscenza dei punti deboli del nemico ti concede un grosso vantaggio e ti assicura la vittoria.

11 Maggio 2014


Nel silenzio

Un volo di un gabbiano divide la notte in quartili fra quartieri ignoti e volti dilatati dalla memoria. Intreccio il respiro con un silenzio illuminato da poche penombre.
Rallenta il cuore : perfino le tue parole leggere come piume rimbombano cadendo in fondo al cuore.
Oh si, ho imparato con l’esperienza dei giorni consumati che anche il silenzio parla, urla, assorda, distrugge, risorge.
Ho imparato a compatire od almeno perdonare chi riveste il silenzio di viltà e lo umilia perché in fondo non è mai vissuto se non nell’urlo e nella miseria delle sue inutili parole.
Non così le tue.
Ma tu ora nel buio pensa : chiudi gli occhi e vedrai i voli di gabbiani in questo quartile di notte fra quartieri ignoti.
Apri piano gli occhi poi : troverai il mio silenzio posato su quell’angolo insolitamente caldo del tuo cuscino.

28 Febbraio 2013


Ad ogni respiro

Il viaggio. I viaggi. Iniziano senza memoria. Terminano senza futuro. Questa e’la dimensione del tempo. Il nostro tempo. Crescita, apprendimento, consapevolezza, speranza o rassegnazione. Nell’anima che giorno per giorno scopre di non avere limiti, matura la certezza dell’infinito. Inizia un nuovo viaggio. A tu per tu con la terra, con il cielo.
Con il cuore. L’anima che corre affannosa alla ricerca del suo significato. L’anima che disperde ogni piu’piccola frazione del suo respiro. Anela all’immenso.
Sono qui. Solo. O forse no. Quella presenza senza corpo. L’inquietudine della mia poverta’. della mia insufficienza. Del mio trovarmi al posto sbagliato nel momento sbagliato. E poi la convessita’ del Cielo.
I colori dell’autunno che si riflettono in occhi troppo grandi da essere contenuti in un sguardo. In occhi che attraversano il cuore come una lama ed il suo stridore e’ la voce strappata alle paure ed ai desideri sepolti sotto la coltre della ostentata indifferenza. Occhi.
Appunti. Di un nuovo viaggio. Uno sguardo al buio veloce. Accanto una fotografia. Volti s’affannano per non scolorire e confondersi con le rade luci che singhiozzano. E’la vita. Che ripiega increspando il silenzio.
Furtivo guardo oltre. Ad un lato tu all’altro io. Cosa sei? sei il passato che dilania il presente o sei il futuro condanna del passato?
Ti osservo a tratti ma non ti riconosco. Eppure dovrei. Credo. Ti affanni in piccoli gesti quotidiani. Metodici. Le tue mani odorano d’agrumi. Parlano. Parlano di Sole, di terre lontane solo sopite nella memoria. Lontano, oltre i vetri, si sgretola la malinconia.
In viaggio. So da dove ma per dove? Penetro nei tramonti, attraverso la solitudine dei deserti, volo su spazi convessi e scogliere scoscese dove onde nevrotiche s’abbattono disperate.

Tu. Ti ho mai guardato veramente? Con equilibrio? Ti ho cercato con l’affanno dell’anima e non del corpo? No. Non ti ho mai veramente cercato. Forse non sei mai esistita.
Nel silenzio t’annichilisci. E quello e’ stato il primo degli ultimi tramonti scesi. Tramonti. Sempre l’ultimo e mai l’ultimo. Alle prime luci dell’ alba il racconto e’ ripreso. Un nuovo viaggio e’ iniziato. Il viaggio del secondo ed ultimo tempo.
Frattali. Cristalli di gelido torpore. E solo ieri e’così lontano, così lontano. Il passato? un corollario d’istanti, di nuvole veloci che soffocano nel mulinello di polvere che sciami di luce sollevano.
Ho creduto in te. Ho afferrato con ogni goccia di sangue il tuo destino. L’argine della fede ha ceduto. Niente si e’ salvato.
Ma un debole gemito sotto le macerie ha testimoniato che la vita a volte riprende
Nei voli sconfinati verso l’infinito ho sostato nei canti del cuore e le note traboccanti di ruvido sangue si sono distese in placidi declivi che dipinti dal Sole hanno avvolto la mente.

17 Febbraio 2013


Le cinque leggi di Sun Tzu

“L’Arte della Guerra”, scritto da Sun Tzu nel 490 A.C., parla delle cinque leggi del combattimento:
La fede: prima di intraprendere una battaglia, è necessario credere nel motivo della lotta.

Il rabbino Zuya aveva tanta fede che decise di conoscere i misteri divini. Decise, perciò, di imitare la vita di Mosè.
Per anni tentò di comportarsi come il profeta – senza ottenere i risultati desiderati. Una sera, esausto dopo aver tanto studiato, finì per addormentarsi.
Nel sogno gli apparve Dio:
– Perché sei tanto turbato, figlio mio? – domandò.
– I miei giorni sulla Terra avranno termine, e io sono lontano dall’arrivare a essere come Mosè – rispose Zuya.
– Ho lottato con tutta la forza che possedevo, senza risultati.
– Se avessi bisogno di un altro Mosè, lo avrei già creato – disse Dio. – Quando ti presenterai davanti a me per il giudizio, non ti domanderò perchè non sei stato come Mosè, ma chi sei tu. Cerca di essere un buon Zuya.

Il compagno: scegli i tuoi alleati e impara a lottare in compagnia, perché nessuno vince una guerra da solo.
Un panettiere voleva conoscere un grande guru e lo invitò a cena. Alla vigilia, questi si recò nella panetteria nelle vesti di un mendicante, prese un pane e cominciò a mangiarlo. Il panettiere lo cacciò via.
Il giorno seguente, il guru e un discepolo si recarono a casa del panettiere, dove trovarono un ricco banchetto. A metà della cena, il discepolo domandò:
– Come distinguere l’uomo buono da quello cattivo?
– Basta guardare questo panettiere. E’ capace di spendere dieci monete d’oro in un banchetto perchè sono famoso, ma non è capace di offrire un pezzo di pane per dare da mangiare a un mendicante affamato.

Il tempo: una battaglia in inverno è diversa da una battaglia in estate. Un cattivo guerriero non presta attenzione al problema quando esso è piccolo; ma poi, quando il problema cresce, si sente incapace di superarlo.
Un venditore di cammelli andò in un villaggio a vendere i suoi bellissimi animali, ad un prezzo ottimo. Tutti li comprarono – tranne il signor Hoosep.
Qualche tempo dopo, il villaggio fu visitato da un altro venditore – che aveva dei cammelli eccellenti, ma con un prezzo assai più alto. Questa volta, Hoosep acquistò alcuni capi.
– Non hai comprato i cammelli quando erano quasi gratis, e adesso li acquisterai per il doppio – lo criticarono gli amici.
– Quelli che erano economici per me erano molto cari, perché all’epoca avevo pochi soldi – rispose Hoosep. – Questi possono sembrare più cari; tuttavia, per me sono economici, giacché ho denaro più che sufficiente per comprarli.

Lo spazio: non si lotta in una gola come si lotta in una pianura. Tieni sempre in considerazione ciò che esiste di favorevole intorno a te.
Mentre stavo camminando lungo una stradina nel nord della Spagna, vidi un contadino sdraiato in un giardino.
– Sta trapiantando i fiori – dissi io.
– No – rispose lui. – Sto tentando di cogliere un po’ della loro dolcezza.

La strategia: il miglior guerriero è quello che pianifica il combattimento.
I guerrieri ninja vanno nel campo dove è stato appena piantato il granturco. Obbedendo al comando dell’allenatore, saltano nei punti in cui sono stati messi i semi.
Tutti i giorni i guerrieri ninja tornano in quello stesso campo. Il seme si trasforma in germoglio, e loro ci saltano sopra. Il germoglio si trasforma in una piantina, e loro ci saltano sopra.
Non s’infastidiscono. Non pensano che sia una perdita di tempo.
Il granturco cresce, e i salti devono essere sempre più alti. Così, quando le piante sono ormai mature, i guerrieri ninja riescono ancora a saltarci sopra.
Perché? Perché conoscono bene il loro ostacolo.

5 Febbraio 2013


I 18 principi del Dalai Lama

Per il nuovo millennio non potè mancare, tra i messaggi dei vari leader spirituali, quello del Dalai Lama, che si articolava in 18 principi fondamentali.

Eccoli:
1) Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.
2) Quando perdi, non perdere la lezione.
3) Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.
4) Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.
5) Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.
6) Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.
7) Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.
8) Trascorri un po’ di tempo da solo ogni giorno.
9) Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.
10) Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.
11) Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.
12) Un’atmosfera amorevole nella tua casa dev’essere il fondamento della tua vita.
13) Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.
14) Condividi la tua conoscenza. E’ un modo di raggiungere l’immortalità.
15) Sii gentile con la Terra.
16) Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.
17) Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro.
18) Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.

01 Febbraio 2013


Responsabilità e Rischio

La radice latina della parola “responsabilità” ne svela il significato: capacità di rispondere, di reagire.

Un guerriero responsabile è stato capace di osservare e addestrarsi. È stato, anche, capace di essere “irresponsabile”: talvolta si è lasciato trascinare dalla situazione e non ha reagito.
Ma ha imparato la lezione: ha preso una posizione, ha ascoltato un consiglio, ha avuto l’umiltà di accettare aiuto.
Un guerriero responsabile non è colui che si carica sulle spalle il peso del mondo: è quello che riesce ad affrontare le sfide del presente.
Ovviamente, certe volte è spaventato davanti a decisioni importanti.
“Questo è troppo grande per te”, gli dice un amico.
“Vai avanti, abbi coraggio”, gli dice un altro.
E i suoi dubbi aumentano.
Dopo alcuni giorni di angoscia, il guerriero si ritira nell’angolo della sua tenda, dove solitamente si siede per meditare e pregare. Vede se stesso nel futuro. Vede le persone che trarranno beneficio o saranno pregiudicate dal suo atteggiamento. Egli non vuole causare sofferenze inutili, ma non vuole neppure abbandonare il cammino.

Il guerriero, allora, lascia che la decisione si manifesti. Se sarà necessario dire sì, egli lo dirà con coraggio. Se sarà necessario dire no, lo dirà senza vigliaccheria. Quando il guerriero si assume una responsabilità, mantiene la parola.
Coloro che promettono e non rispettano perdono il rispetto per se stessi, si vergognano delle proprie azioni. La loro vita consiste nel fuggire. Esse sprecano molta più energia venendo meno alla parola, energia che il guerriero della luce usa per mantenere gli impegni.

A volte, anch’egli si assume una responsabilità stupida, dalla quale deriverà un danno. È un atteggiamento che non ripeterà – ma onora comunque la parola data e paga il prezzo per la propria impulsività.
È chiaro che finisce per udire opinioni sfavorevoli. Ma, prima di dare ascolto a qualsiasi cosa, cerca sempre di informarsi se chi dà queste opinioni abbia fatto un lavoro migliore del suo. Generalmente, chi critica non ha mai vissuto il proprio sogno: solo i vincitori sono tolleranti e generosi.

Perché allora critica?
Perché, per ogni passo avanti che fa il guerriero, questa persona rimane un passo indietro. Per lei, è duro accettare che il guerriero sta raggiungendo tutto ciò che lei ha giudicato irraggiungibile.
Ciò non vuol dire che il guerriero faccia dei passi sbagliati: certo, commetterà molti errori, ma non ha importanza. Sbagliare fa parte del cammino, correggere gli errori fa parte della sua responsabilità.

Per commettere meno errori, di tanto in tanto il guerriero si riposa e gioisce delle cose semplici della vita. Egli sa che le corde sempre tese finiscono per cedere. I cavalli che saltano continuamente gli ostacoli finiscono per spezzarsi la zampa. Gli archi che vengono incurvati tutti i giorni non scagliano più le frecce con la stessa forza.
(Paulo Coelho)

23 Gennaio 2013


Riflessioni

Hai presente il vento? Le persone sono così.
Si spostano dove soffia di più, perché andare controcorrente è privilegio dei più coraggiosi.

18 Gennaio 2013

Del valore del tempo e della saggezza

Lezione n° 1
Un uomo va sotto la doccia subito dopo la moglie e nello stesso istante suonano al campanello di casa. La donna avvolge un asciugamano attorno al corpo, scende le scale e correndo va ad aprire la porta: è Giovanni, il vicino. Prima che lei possa dire qualcosa lui le dice: “Ti do 800 Euro subito in contanti…se fai cadere l’asciugamano!” Riflette e in un attimo l’asciugamano cade per terra… Lui la guarda a fondo e le dà la somma pattuita. Lei, un po’ sconvolta ma felice per la piccola fortuna guadagnata, in un attimo risale in bagno. Il marito, ancora sotto la doccia le chiede chi fosse alla porta. Lei risponde: “Era Giovanni”. Il marito: “Perfetto, ti ha restituito gli 800 euro che gli avevo prestato?”
Morale n° 1: Se lavorate in team, condividete sempre le informazioni!

Lezione n° 2
Al volante della sua macchina, un attempato sacerdote sta riaccompagnando una giovane monaca al convento. Il sacerdote non riesce a togliere lo sguardo dalle sue gambe accavallate. All’improvviso poggia la mano sulla coscia sinistra della monaca. Lei lo guarda e gli dice: “Padre, si ricorda il salmo 129?” Il prete ritira subito la mano e si perde in mille scuse. Poco dopo, approfittando di un cambio di marcia, lascia che la sua mano sfiori la coscia della religiosa che imperterrita ripete: “Padre, si ricorda il salmo 129?” Mortificato, ritira la mano, balbettando una scusa. Arrivati al convento, la monaca scende senza dire una parola. Il prete, preso dal rimorso dell’insano gesto si precipita sulla Bibbia alla ricerca del salmo 129. “Salmo 129: andate avanti, sempre più in alto, troverete la gloria…”
Morale n° 2: Al lavoro, siate sempre ben informati!

Lezione n° 3
Un rappresentante, un impiegato e un direttore del personale escono dall’ufficio a mezzogiorno e vanno verso un ristorantino quando sopra una panca trovano una vecchia lampada ad olio. La strofinano e appare il genio della lampada. “Generalmente esaudisco tre desideri, ma poiché siete tre, ne avrete uno ciascuno”. L’impiegato spinge gli altri e grida: “Tocca a me, a me… Voglio stare su una spiaggia incontaminata delle Bahamas, sempre in vacanza, senza nessun pensiero che potrebbe disturbare la mia quiete”. Detto questo svanisce. Il rappresentante grida: “A me, a me, tocca a me!!!! Voglio gustarmi un cocktail su una spiaggia di Tahiti con la donna dei miei sogni!” E svanisce. Tocca a te, dice il genio, guardando il Direttore del personale. “Voglio che dopo pranzo quei due tornino al lavoro!”
Morale n° 3: Lasciate sempre che sia il capo a parlare per primo!

Lezione n° 4
In classe la maestra si rivolge a Gianni e gli chiede: “Ci sono cinque uccelli appollaiati su un ramo. Se spari a uno degli uccelli, quanti ne rimangono?” Gianni risponde: “Nessuno, perché con il rumore dello sparo voleranno via tutti”. La maestra: “Beh, la risposta giusta era quattro, ma mi piace come ragioni”. Allora Gianni dice “Posso farle io una domanda adesso?” La maestra: “Va bene.” “Ci sono tre donne sedute su una panchina che mangiano il gelato. Una lo lecca delicatamente ai lati, la seconda lo ingoia tutto fino al cono, mentre la terza dà piccoli morsi in cima al gelato. Quale delle tre è sposata?” L’insegnante arrossisce e risponde: “Suppongo la seconda… quella che ingoia il gelato fino al cono”. Gianni: “Beh, la risposta corretta era quella che porta la fede, ma… mi piace come ragiona”!!!
Morale n° 4: Lasciate che prevalga sempre la ragione.

Lezione n° 5
Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con su scritto: “Sono cieco, aiutatemi per favore”. Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un’altra frase. Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato. Il pubblicitario rispose: “Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo”. Sorrise e se ne andò. Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto: “Oggi è primavera e io non posso vederla”.
Morale n° 5: Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio.

Se un giorno ti verrà rimproverato che il tuo lavoro non è stato fatto con professionalità, rispondi che l’Arca di Noè è stata costruita da dilettanti e il Titanic da professionisti…. Per scoprire il valore di un anno, chiedilo ad uno studente che è stato bocciato all’esame finale. Per scoprire il valore di un mese, chiedilo ad una madre che ha messo al mondo un bambino troppo presto. Per scoprire il valore di una settimana, chiedilo all’editore di una rivista settimanale. Per scoprire il valore di un’ora, chiedilo agli innamorati che stanno aspettando di vedersi. Per scoprire il valore di un minuto, chiedilo a qualcuno che ha appena perso il treno, il bus o l’aereo. Per scoprire il valore di un secondo, chiedilo a qualcuno che è sopravvissuto a un incidente. Per scoprire il valore di un millisecondo, chiedilo ad un atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d’argento.

Il tempo non aspetta nessuno. Raccogli ogni momento che ti rimane, perché ha un grande valore. Condividilo con una persona speciale e diventerà ancora più importante. L’origine di questi racconti è sconosciuta, ma pare portino buonumore a chi li manda e a chi li dice, quindi non tenerli per te.

13 Gennaio 2013


Una storia d’asini

“Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a 100 € in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. I contadini erano effettivamente un po’ sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.
L’uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali. Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio. Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio. Il giorno dopo, affidò al suo socio la mandria che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l’ordine di vendere le bestie 400 € l’una.
Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.
Come era prevedibile, i due uomini d’affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli.

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il prezzo dell’asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere. Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore). Eppure quest’ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti. Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l’aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.

Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità … Venne innalzata l’età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate. Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.
Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte.
Noi li chiamiamo fratelli Mercato. Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente. Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.”

20 Dicembre 2013


Consigli di lettura

“I libri sono l’alimento della giovinezza e la gioia della vecchiaia.”

Marco Tullio Cicerone

Ecco alcuni libri che ho apprezzato e che mi hanno ispirato. Ve li consiglio

  • Paulo Coelho, L’alchimista (O Alquimista)